Psicoterapeuta Pannella

Dall’innamoramento al legame di coppia

Ma cosa accade dopo la prima \fase dell’innamoramento?
Le neuroscienze ci dicono che i sentimenti legati all’amore cambiano nel tempo per effetto dei processi neurobiologici.

Se nel primo stadio dell’innamoramento, la passione iniziale coinvolge specifiche aree cerebrali collegate alla gratificazione e agli istinti, con una cospicua mobilitazione a livello sia corporeo che mentale, in un secondo momento i sentimenti sollecitati da una relazione stabile attivano altre aree del cervello. Ed è qui che entra in gioco la Vasopressina per l’uomo (ormone della fedeltà maschile) e l’Ossitocina (ormone delle coccole) per la donna, i quali innescano il desiderio e il bisogno di dare e ricevere affetto. Il calo dell’eccitazione è quindi inevitabile e non è da interpretare solo quale attenuazione del sentimento, ma come una normale trasformazione ormonale, che porta verso la costruzione di un legame più solido, volto ad assicurare sicurezza, protezione, ma anche a livello filogenetico la conservazione della specie.

Anche Panksepp (2014) conferma come la produzione di Ossitocina e Vasopressina siano da ricondurre al sistema emotivo della cura e che tali ormoni contribuiscano alla creazione dei legami sociali, anche partecipando alla creazione dei ricordi. L’ossitocina in particolare è legata all’utilizzo della Norepinefrina che aiuterebbe a creare i ricordi sociali con l’ausilio dell’olfatto. Sembrerebbe che gli esseri umani leghino maggiormente attraverso la vista, l’udito e il tatto. Quest’ultimo risulta particolarmente importante nella stimolazione della produzione di oppioidi, mentre l’udito è coinvolto nell’apprendimento del linguaggio e forse anche nell’amore per la musica. Inoltre, secondo lo studioso il sistema della CURA si è evoluto da quello del DESIDERIO SESSUALE. A riprova di questa ipotesi, ci sarebbe il fatto che i controlli neurochimici della sessualità sono anche al centro dei comportamenti di cura: la vasotocina (dal punto di vista evoluzionistico, è il progenitore di tutti gli ormoni secreti dalla neuroipofisi nei vertebrati) e altri neuropeptidi potrebbero essersi evoluti nell’ossitocina, che promuove il desiderio sessuale femminile e la cura materna.

Tornando alla coppia da un punto di vista delle dinamiche relazionali, possiamo dire che dopo la fase iniziale di illusione e idealizzazione, ciascun partner deve poter “dis-illudersi” per accedere ad uno stadio più evoluto della coppia.
Solo passando ad un livello di conoscenza più consapevole del partner è possibile evolvere dall’innamoramento all’amore e giungere alla costruzione di un “Noi” autentico.

È sicuramente un passaggio molto delicato poiché gli amanti sono chiamati a rispondere ad un amore maturo, in cui “la delusione (nella duplice forma: deludo e sono deluso) svolge la funzione di far uscire da una relazione idealizzata in cui le qualità dell’altro sembravano supplire, in modo quasi miracoloso ai nostri limiti per ritrovare i confini realistici nostri e dell’altro. Si è rimandati alla propria solitudine e al compito di costruire una relazione in cui non si ha bisogno dell’altro, non si ha bisogno che l’altro risponda alle nostre attese, ma si decide di stare assieme ognuno con la propria unicità, i propri limiti e le proprie diversità…anche se non si completano! La delusione è così una transazione necessaria per la crescita personale e relazionale” (Salonia, 2006. Pag. 152).

Se la coppia è in grado di compiere tale passaggio è possibile che trasformi il legame in un rapporto duraturo, basato anche sulla creatività e il gioco. Solo se una coppia è in grado di creare un legame basato su contatto e sicurezza è possibile che si attivi il sistema emotivo del gioco possa sopperire a molte delle difficoltà presenti nelle relazioni di coppie caratterizzate da una lunga vita insieme.

Bibliografia:

Panksepp J., Biven L., 2014, Archeologia della mente. Origini neuroevolutive delle emozioni umane, Cortina, Milano, 2014.

Salonia G., “La coppia di fronte ai drammi della gelosia, del tradimento della separazione”, in Bianchi E., Biscontin C., Cavaleri P., Dell’Olio T., Luise R., Maggi A., Makaping G., Salonia G., Savagnone G., Sebastiani L., Trentacoste N., Zanotelli A., “Strappare un abbraccio difficile – in famiglia – fra i popoli – nella chiesa, Cittadella Editrice, Assisi, 2006, pp. 152.

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